Indigenous / Dramma sonoro in due atti

I atto – Lo sbaglio nel saluto
II atto – Contro il morso del rettile

Indigenous sprigiona un universo dalla temperatura primitiva, frutto dell’incontro scenico di danzatori e musicisti. È un mondo dal ritmo ostinato e balenante, che si dissocia dagli immaginarii rituali ai cui pure si richiama. Le figure emergono attraverso una forte relazione dei corpi col suono, di cui rendono visibile la densità. Vi sono evocate gestualità atletiche dall’aura mitica, che si compongono e scompongono in geometrie liquide. Indigenous coinvolge l’occhio e il respiro dello spettatore che, rapito da un’oscura pulsazione, riconosce i segni del reale attraverso la sua distorsione. ideazione Barokthegreat con Dafne Boggeri, Francesco ‘Fuzz’ Brasini, Giorgia Nardin, Leila Gharib, Sonia Brunelli musica originale live Francesco ‘Fuzz’ Brasini, (2880 sampler recorder, space echo, sine wave generator), Leila Gharib (drums, delay modeler, super shifter, big muff) performer Dafne Boggeri, Giorgia Nardin, Sonia Brunelli coreografia Sonia Brunelli collaborazione teorica Piersandra Di Matteo effetti di luce Dafne Boggeri fonica Martina Zanetti grafica Leila Gharib un ringraziamento speciale a Marco Villari spettacolo realizzato grazie all’Accordo GECO 2 Giovani Evoluti e Consapevoli – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù – Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione con il supporto di Xing coproduzione Schaubühne Lindenfels (Lipsia) e Santarcangelo •12 •13 •14 Festival Internazionale del Teatro in Piazza

Barokthegreat è una formazione che opera nel vasto bacino della performing art. Fondata nel 2008 dalla musicista Leila Gharib e dalla danzatrice-coreografa Sonia Brunelli, si muove ponendo un particolare accento verso la radice mentale del movimento, la fisicità e funzione rituale della musica e l’architettura dello spazio come dispositivo abitativo.

Barokthegreat operates within the vast range of the performing arts. Founded in 2008 by musician Leila Gharib and dancer-choreographer Sonia Brunelli, the group works with a particular focus on the mental roots of movement, the physicality and ritual function of music and the architecture of space as an inhabitable device.

http://barokthegreat.tumblr.com/

RASSEGNA STAMPA:

"Di fronte a quei corpi – disciplinati e liberati, curati e tormentati, consumati e rigenerati – si pensa: se il bravo esecutore è quello che usa il suo strumento come un prolungamento del corpo, degli arti, delle mani, come fanno questi artisti per cui il corpo è strumento? Forse se ne devono distaccare per usarlo, sanno perderlo per riconquistarlo, ne fanno una cosa per poterlo riavere come sé. Con il peso di una cura costante, di fare continuamente sé stessi.Indigenous di Sonia Brunelli e Leila Gharib (insieme firmano Barokthegreat) smuove pensieri di questo genere perché è, ancora una volta, uno spettacolo che mette in scena sé stesso, le proprie condizioni di rappresentabilità: danza sulla danza, teatro che fa teatro con il teatro.?È un lavoro pregevole e difficile, curato nella drammaturgia, nei dettagli compositivi, nell’esecuzione portata al limite della sostenibilità ritmica. Sono tre danzatrici accompagnate ossessivamente da elettronica e tamburi dal vivo. Nella prima parte vediamo soprattutto uscite di scena, o entrate che non sono entrate; seguono tre esibizioni di ballo solitarie, piane e dirette. Nel terzo tratto le danzatrici non ci sono più, solo la musica e una foresta di luce incandescente sul fondale. È una riflessione passionale e rigorosa, addirittura seriosa, come se si volesse dimostrare una qualche tesi: ti colpisce, ma ti accorgi che si doveva anche giocare. E si poteva, altroché." (Nicola Zuccherini - Diario di Ottobre 2012)