Dolly

di e con Giorgia Nardin
ambienti sonori: Tommaso Marchiori
disegno luci: Matteo Fantoni

Lavoro finalista al Premio GD'A Veneto 2012,
selezionato per la Vetrina Anticorpi XL 2012
vincitore della menzione speciale di DNA RomaEuropa 2012
selezionato per l'Italian Showcase all'Edinburgh Fringe Festival 2013

Dal 1959 sono state vendute oltre 700 milioni di Barbie. Ogni giorno vengono comprate due Barbie al secondo. Barbie è magra, slanciata, sicura di se, gioiosa, realizzata. E' un' astronauta, una cowgirl, una veterinaria, un direttore esecutivo, una disco queen, un' ambasciatrice dell' UNICEF, un' infermiera, una ballerina, una cavallerizza, un' amante degli animali, una tennista, una nuotatrice professionista, una nuotatrice amatoriale, una sciatrice. Questo giocattolo impeccabile e sorridente ha contribuito a modellare nel tempo i parametri con cui il corpo femminile viene inteso. Partendo da questa considerazione Dolly vuole indagare l' automatismo. Il corpo viene agito dall'esterno, è un corpo in affitto, l'inquilina non lo possiede. Non può far altro che subire la propria condanna, che la costringe ad essere un soprammobile, a divenire carne da macello. Dolly ricerca un modo meccanico di abitare il corpo, di rendere la carne uno strumento e le azioni un' imposizione.

"...un lavoro veemente, viscerale, Dolly affronta la figura della Barbie, che ha ancora la valenza di un certo tipo di icona, e non solo per le ragazzine. Nardin, ..., si rende una sorta di soprammobile, pronta ad assumere il linguaggio fisico della donna in carriera, femmina seducente o remissivo oggetto sessuale, mantenendo sempre una curiosa aura infantile, un aura di disconnessione come se non ci fosse un sè interiore o uno spirito, solo un corpo. Magnificamente inquietante e intelligente."
(Mary Brennan, The Herald)



Dolly

by Giorgia Nardin
with Giorgia Nardin
sound by Tommaso Marchiori
light design by Matteo Fantoni

Finalist at Premio GD'A Veneto 2012,
Selected for Vetrina Anticorpi XL 2012
Winner of special mention from DNA RomaEuropa 2012
Selected for the Italian Showcase at the Edinburgh Fringe Festival 2013

Since 1959 over 700 million Barbie dolls have been sold. Two Barbies per second are bought every day. Barbie is skinny, lean, self-confident, joyful, established. She is an astronaut, a cowgirl, a veterinarian, an executive director, a disco queen, an ambassador for UNICEF, a nurse, a ballerina, a horseback rider, an animal lover, a tennis player, a professional swimmer, an amateur swimmer, a skier. This impeccable, smily toy has contributed to shape and form the way the female body is viewed. Starting from this observation, Dolly seeks to investigate automatism. The body is maneuvered from the outside, it's a rented body, the occupant does not own it. She can only give in to a condition that forces her to be an ornament, and become bare flesh. Dolly researches a mechanical way of inhabitating the body, of making flesh a tool and actions an imposition.

"..a vehement, visceral piece, Dolly confronts the Barbie doll legacy that still acts as a certain kind of female role model – and not just for little girls. Nardin, …, makes herself that toy in wanting, ready to assume the body language of a can-do girl, slinky femme or submissive sex object, and all the time retaining a curiously child-like air, an aura of “disconnect” as if there is no inner spirit or self, just a body. Wonderfully disturbing, intelligent stuff."
(Mary Brennan, The Herald)